NOI PRODUCIAMO RICCHEZZA NON AEROPORTI A USO E CONSUMO DI MINISTRI E DEPUTATI NEI FINE SETTIMANA

Non credo che la giornata di ieri sia stata una brutta giornata per l’aeroporto di Comiso. Quantomeno si sono definite le posizioni. Lo Stato ha confermato l’assoluto disinteresse per il sedime sul quale insiste l’impianto, la Regione Siciliana conferma l’interesse strategico nazionale dell’aeroporto di Comiso. Cosa del resto ribadita anche da Assindustria e dal suo presidente Taverniti che, per esempio, partners e investitori li ha trovati in giro per l’Europa e per i Paesi Arabi, purtroppo non a Roccalumera.
Ma, dice Lombardo, tutto questo deve essere formalizzato perché da qualche secolo, in Sicilia, alle buone intenzioni non seguono i fatti, e cita a questo proposito l’annosa questione delle accise sui prodotti petroliferi. Ora, se la Regione indica come altamente strategico l’aeroporto è ovvio che s’impegna, negli anni, a sostenerlo, aiutarlo, collegarlo, promuoverlo, inserirlo nei programmi d’investimento e di potenziamento. Insomma la posizione del presidente Lombardo implica un’attenzione speciale e per il nostro territorio e per la nostra provincia. Noi abbiamo pensato al resto: a costruire l’impianto, trovare i gestori, vincolare centinaia di ettari di terreno su tre comuni per poterlo negli anni ulteriormente sviluppare. A questo punto credo che lo Stato debba fare fino in fondo la sua parte, garantendo senza limiti temporali i servizi che garantisce anche ad aeroporti che sono serviti e servono a portare ministri e deputati a casa nei fine settimana, regolarmente in passivo clamoroso che la pubblica amministrazione deve poi in qualche modo ripianare. Comiso, invece, non è costato nulla a nessuno, anzi ha sempre pagato tutti, compreso l’ENAC, e ha una società con un sacco di soldi in banca per farlo partire e anche bene (ma non certamente per buttarli nell’incertezza, quei soldi).
Avuta questa formale rassicurazione non credo che la Regione Siciliana abbia alcun problema a firmare tutto ciò che c’è da firmare. Personalmente sono fiducioso che lo Stato non può tradire in questo modo l’impegno preso nove anni fa, deve dare certezze a lungo termine e deve mettere tutti in condizioni di potere lavorare e investire senza preoccupazioni di scadenza di termini: i gestori neanche un bar potranno concedere senza garanzie a lungo termine, altro che depositi carburante, mezzi di rampa, e cose che ognuna di esse costa centinaia di migliaia di euro. Tra l’altro, conoscendo l’intelligenza e la laboriosità del mio popolo, produrremo attorno all’aeroporto tanto lavoro e tanta ricchezza che tra il dare e l’avere lo Stato ci guadagnerà.

Comiso, 1 settembre 2010
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31 AGOSTO: SE FOSSI IL PARROCO SUONEREI LE CAMPANE A FESTA


Voglio rassicurare il sindaco Alfano: se giorno 31 si firma il protocollo e nel protocollo non è inserito il declassamento dell’aeroporto di Comiso da aeroporto di secondo livello (come lo hanno voluto i governi D’Alema , Berlusconi, Prodi, come lo ha finanziato la comunità europea e come lo ha approvato l’ENAC in conferenza dei servizi), senza aggravio di spese per il soggetto gestore o per la Regione Sicilia per tutta la durata della concessione quarantennale, per me sarà una grande gioia. Anzi è verosimile che sarò uno degli uomini più felici d’Italia e se fossi il parroco farei suonare le campane a festa.
Se invece non si firmasse il protocollo o in esso fosse contenuta la vecchia clausola con cui si acclara (cito testualmente) “l’interesse non nazionale dell’aeroporto”, allora credo di sapere con chiarezza cosa devo fare nell’interesse del mio territorio, che mi ha votato non per essere lo “yesman” dei poteri forti ma per combattere per la mia provincia. Programmerò quindi lo sciopero della fame a oltranza, denuncerò i fatti alla Comunità europea per utilizzo improprio de fondi, chiederò un’audizione al signor Procuratore della Repubblica perché a mio avviso, a quel punto, si configurerebbe il reato di truffa alla Comunità Europea e al soggetto gestore individuato con gara europea.

Comiso, 29 agosto 2010

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IL DOTTORE MANNO SIA PIU' RISPETTOSO DELLE ISTITUZIONI

Leggo con profondo stupore l'invito del dottore Manno al sindaco di Modica Antonello Buscema di dimettersi. Detto in premessa che è molto difficile che un sindaco in due anni possa rimediare ai disastri provocati da una classe dirigente che ha messo a ferro e fuoco e saccheggiato il Comune, credo che il dottore Manno debba essere più rispettoso di chi è stato eletto liberamente dal popolo, che dal popolo ha ricevuto ogni mandato elettorale, al contrario di lui, cioè il dottore Manno, che deve ogni sua fortuna politica, alle relazioni della politica, alle segnalazioni della politica e alle raccomandazioni della politica.
Ricollegandomi a quello che affermavo poco fa, insomma, chiedere al sindaco Buscema di rientrare velocemente da un debito così cospicuo è come chiedere al nuovo direttore generale dell'Asp di Ragusa Gilotta di risistemare in qualche settimana una sanità disastrata, intrisa di favoritismi e raccomandazioni, con una compensazione per mobilità di circa 25 milioni di euro che dobbiamo pagare ad altre Asp perché della sanità iblea che ci ha lasciato il direttore generale Manno i cittadini della provincia di Ragusa non si fidano e preferiscono andare a farsi curare fuori.
Quindi, andiamoci cauti, svolgiamo ognuno il nostro compito, svolgiamo ognuno il nostro ruolo nel modo migliore che possiamo: il dottore Manno come funzionario un po' più bravo rispetto a quello che è stato nel passato, che è stato nominato ed è pagato per sostenere sindaci impegnati e coraggiosi come Buscema e altri che gestiscono città come Modica, per esempio, economicamente e moralmente disastrata proprio da quella parte politica che ha raccomandato e raccomanda, ha sostenuto e sostiene in questi e in altri incarichi il dottore Fulvio Manno.

Comiso, 28 agosto 2010

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RIGGIO SE NE SBATTE DELLA POLITICA MA LA POLITICA SE NE SBATTA DI RIGGIO


L’unione albergatori della provincia di Ragusa ha stimato l’incremento turistico determinato dall’apertura dell’aeroporto di Comiso in circa 250.000 visitatori in più rispetto all’attuale flusso. Inoltre, a questo deve aggiungersi il normale incremento di PIL che si registra ovunque nasca una nuova struttura aeroportuale: da Birgi a Palma è così. Inoltre, c’è pure il grande business del cargo tutto da scoprire. Mi diceva un importante imprenditore della nostra provincia, tra i primi dieci in Sicilia per potenza economica e serietà comportamentale, che qualche decina di milioni di euro se li vorrebbe giocare nel settore trasporti. Lui dice “vediamo se con prodotto eccellente e voli punto a punto riusciamo a fregare tutti i concorrenti mediterranei che hanno prezzi competitivi ma qualità da schifo”. Se la cosa funziona, anche per la nostra agricoltura potrebbe essere una rivoluzione. Quindi, tra “tricche e ballacche”, tanto per iniziare, un miliardo di euro l’anno di economia in più in provincia di Ragusa, mi dicono gli imprenditori, con l’apertura dell’aeroporto di Comiso non sono un miraggio ma una stima addirittura prudenziale. Ogni giorno che l’aeroporto sta fermo perdiamo 3 milioni di euro. Con i tempi che corrono.
Però, per movimentare questa roba è necessario che il soggetto gestore sia messo in condizione di lavorare senza perderci. Ha bisogno di programmare gli investimenti per i suoi bravi quarant’anni, potrebbe avere bisogno di ricapitalizzare per qualche altra decina di milioni di euro per competere sul mercato, stringere alleanze, sottoscrivere contratti più vantaggiosi perché duraturi nel tempo. E noi a questo “signor gestore privato SOACO” (rimarco “signore”) che in questo mondo d’imbroglioni, mafiosi e ladri si è dimostrato entusiasta di vincere la gara europea per la gestione di Comiso, gli diciamo che per tre anni paga lo stato e dopo pensa Dio!
Mi diceva un autorevole socio di SOACO che il loro progetto non è solo quello di fare dell’aeroporto di Comiso una bella impresa commerciale, ma attraverso esso valorizzare un intero territorio con una veicolazione mediatica d’eccellenza dei beni e delle bellezze del sudest Sicilia; e che se dovessero occorrere qualche altra decina di milioni di euro per fare le cose perbene, pazienza, si troveranno. Insomma si è verificato quel punto d’incontro tra investimento, profitto, cultura, prestigio che capitano una sola volta nella storia. E noi cosa diciamo a questi imprenditori? Ti pago le spese tre anni e poi accendi un cero al Patrono San Biagio. Questa, ritengo, cari presidenti Cascone, Taverniti, Massari, sia l’unica cosa che l’impresa non si può permettere, anzi che non deve fare: salti nel buio.
E’ questa è la ragione per la quale mi sento di dovere rispondere pan per focaccia al presidente Riggio dal quale ci siamo sentiti offesi: lui se ne sbatte della politica? Noi, con tutto il rispetto, ce ne sbattiamo di lui e combattiamo perché Comiso e la sua società possano lavorare, investire, programmare, ricapitalizzare, insomma fare tutto quello fanno gli altri colleghi nazionali ed europei. La battaglia la dobbiamo fare tutti insieme con Lombardo, Tremonti, Matteoli, tutti i parlamentari siciliani e i sindaci e i presidenti delle province, e Riggio un po’ più meridionalista, spero, spiegando che l’investimento è stato buono, il gestore è motivato e dobbiamo farlo lavorare serenamente per i prossimi quarant’anni. Se poi SOACO non ci piace perché si svende Comiso per Catania, perché non fa contratti importanti con vettori interessati, perché ce lo tiene sporco, disorganizzato e strangolato da assunzioni clientelari, bene, allora li linciamo, gli facciamo revocare tutto. Ma, ad oggi, chiedo scusa all’ing. Mancini presidente di INTERSAC e nostro socio privato. La provincia di Ragusa e la città di Comiso sono molto più seri di quanto abbiamo dimostrato d’essere fino a oggi.
Annuncio che se giorno 31 non viene firmato il protocollo nel senso da noi auspicato nell’interesse della nostra terra programmerò uno sciopero della fame a oltranza. Il minimo che possa fare per l’aeroporto di Comiso.

Comiso, 26 agosto 2010


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AEROPORTO DI COMISO: D'ALEMA, RIGGIO E DIGIACOMO NON SIAMO STATI TOTO' PEPPINO E “L'AMERICANO” DELLA FONTANA DI TREVI

In queste ultime settimane debbo riconoscere che parecchi obiettivi sono stati raggiunti: l'aeroporto di Comiso è diventato tema di dibattito centrale e continuativo su tutti i quotidiani e televisioni di rilevanza regionale e nazionale, con interventi della politica di analoga caratura. Non solo, ma ha portato alla luce le reali problematiche del sistema aeroportuale italiano, dei cosiddetti aeroporti regionali, relegando a mero fatto formale la questione del sedime aeroportuale. E' proprio il presidente dell'Enac Vito Riggio a dichiarare che nella classificazione di Comiso come aeroporto nazionale o regionale la questione demanio non c'entra nulla. Finalmente! Intanto voglio ricordare all'amico Riggio che fu proprio lui a firmare l'accordo di programma quadro (insieme con Cuffaro e Berlusconi) nel quale, confermando lo schema predisposto dai governi Capodicasa e D'Alema, indicavano in Comiso il nuovo aeroporto siciliano internazionale di secondo livello con vocazione turistica e merci (turisti da ogni parte del mondo, ovviamente, pomodorini per ogni parte del mondo, naturalmente). Nell'accordo di programma quadro, che porta la firma di Vito Riggio (accompagnata da una sua telefonata personale che mi riempì di gioia) si stabiliva unilateralmente che Comiso, cioè il suo Comune, dovesse farsi carico di essere “stazione appaltante e beneficiaria finale dell'opera”. Il decreto dell'allora assessore regionale ai trasporti e attuale presidente dell'Ars Francesco Cascio, inoltre, impose al Comune di trovare nel più breve tempo possibile un soggetto gestore.
Ora questo grande onore di essere appaltanti e proprietari, tuttavia sollevò in noi alcune preoccupazioni. In Italia, quando appalti un lavoro per una grossa opera hai buone possibilità che il costo finale di questa diventi il doppio del costo preventivato dal progetto. Quando va bene, perché quando va male può costare anche dieci o venti volte, e il Belpaese è pieno di questi “nobili” esempi. In Italia, inoltre, quando hai avuta consegnata l'opera, l'impresa che l'ha costruita, solitamente ti fa una bella causa dove ti chiede il pagamento di opere eseguite e non debitamente remunerate, almeno secondo loro. In Italia, in questo tipo di controversie, hainoi! la stazione appaltante è soccombente almeno sette volte su dieci. Né, a proposito dei fondi comunitari, c'è la possibilità di utilizzare i ribassi d’asta perché, come insegna Comiso, subito dopo la gara d'appalto, giustamente, i soldi eccedenti dopo il ribasso vennero disimpegnati e dirottati verso altre misure ed altre opere. Queste non erano e non sono ipotesi peregrine, tant'è vero che il Comune di Comiso, oltre a svariati milioni di euro di cofinanziamento si è dovuto sobbarcare anche svariati milioni di euro di sovrapprezzi, riconosciuti come legittimi all'impresa esecutrice dei lavori. In tutto questo devo riconoscere che Enac è stata parte attiva, qualificata e diligente: senza Enac e i suoi uomini non avremmo potuto progettare un aeroporto così bello, moderno, efficiente. Parlo di un aeroporto internazionale di secondo livello e parlo di una prestazione di Enac finalizzata alla realizzazione di questo tipo di aeroporto (prestazione, tra l'altro, regolarmente fatturata da Enac e regolarmente pagata da Comiso). Ma,diciamolo chiaramente: il governo nazionale, regionale e l’Enac ci imponevano questi onori e oneri ma noi come Celestino V facevamo il gran rifiuto? Dopo avere rotto le scatole al mondo intero che il territorio voleva un aeroporto dove c’erano stati missili nucleari e popoli distrutti da pulizia etnica? Dovevamo essere vili o accettare questa dolce imposizione? Grazie al cielo, fino ad adesso, con enormi sforzi, la stazione appaltante, il Comune di Comiso, ha onorato tutti gli impegni economici e giuridico amministrativi nei confronti dello stato,della regione, dell'impresa, di Enac, dei terreni espropriati e dei professionisti interessati. Non abbiamo onorato l’impegno nei confronti dei comuni di Vittoria e Chiaramonte, che si sono visti vincolati buona parte del loro territorio, cosa che dobbiamo fare al più presto.
Andiamo ora alla seconda cosa cui ci obbligava l'accordo di programma quadro e il conseguente decreto dell'assessore Cascio: trovare il soggetto gestore che facesse funzionare l'impianto. Dovevamo fare una gara europea. Mettevamo in gara una struttura in via di completamento e la previsione della sue possibilità economiche e commerciali (ipotesi, non certezze) attraverso la redazione di un business plan a cura del prof. Marco Vitale. Nella gara europea mettemmo in modo trasparente a disposizione tutto il materiale che avevamo nel quale, ovviamente, si parlava di un aeroporto internazionale di secondo livello a vocazione turistica e merci. Non c'è alcun bisogno di dire che nel business plan non era previsto alcun costo relativo ai servizi che lo stato deve erogare a un aeroporto di siffatta tipologia e che questo studio era stato pubblicamente presentato alcuni mesi prima della gara, oltre ad essere il documento fondante della gara stessa. Evidentemente Comiso è stato ritenuto un buon affare, se è vero com'è vero che due partecipanti si sfidarono a suon di milioni e milioni di euro. Tutto all'insegna della trasparenza e della buona fede, tutti costantemente informati l'uno di che cosa faceva l'altro e quando avevamo dei dubbi ci rivolgevamo all'Avvocatura dello Stato. E' vero o non è vero quello che dico, caro amico presidente Riggio, perché se non fosse così, fin da allora io, tu, Andrea Scuderi, Marco Vitale, Salvatore Sciacchitano, Gianni Scapellato, Luciano Abbonato, saremmo stati una sorta di associazione a delinquere che ha preso in giro il gestore privato non informandolo che c'era una bella cartella da accollargli alla fine della fiera ,con svariati e svariati numeri di zeri. Te l'immagini, caro presidente Riggio, io, tu, Vitale, Scuderi, come Totò e Peppino e l'americano della Fontana di Trevi? La verità è che anche qui i nostri padri non si sbagliarono: “Pacta servanda sunt”. E i patti erano che questo aeroporto dovesse rappresentare la più grande novità infrastrutturale di questa parte del Mediterraneo, pronto a ricevere e a rimandare traffici di respiro intercontinentale e non solo. Tanto che sia D’Alema, sia tu, sia io, sia l'amico Gianni Puglisi ,magnifico rettore dello IULM e presidente della fondazione Banco di Sicilia, pensammo di varare, attorno all'aeroporto di Comiso, nell'ex base della morte, un grande centro studi, specializzazione e ricerca sul Mediterraneo. Anzi, la Fondazione ha già redatto un progetto prelimimare e quindi ha già investito risorse per quest'idea veramente grandiosa. Altro che aeroporto regionale! C'è stata ininterrottamente una volontà politica di dargli un respiro e una valenza internazionale all’aeroporto di Comiso (oltre che emblematico della buona politica con l’intitolazione a Pio La Torre). Insieme, caro Vito, ti ricordi, l'abbiamo chiamato “la porta del Mediterraneo”. Spiegale queste cose a Matteoli e a Tremonti, che per quanto oberati da mille impegni troveranno un minuto per fare mente locale e per rimediare velocemente ad una figuraccia che stiamo facendo tutti,davanti al popolo e alla storia, e non so fino a che punto tutti siamo in buona fede. Tu e io certamente. Viceversa non sarebbe mancato modo, perché gli atti sono stati sempre unilaterali, di chiarire fin dall'inizio chi doveva fare la gara dei lavori, chi diventava il proprietario dell'aeroporto, chi doveva accollarsi le spese di vigili del fuoco ed Enav, chi doveva fare la gara del gestore, chi si doveva accollare le somme necessarie ai completamenti delle opere e ai cofinanziamenti, chi si doveva accollare i contenziosi. Chi, per esempio, si sarebbe dovuto accollare l'onere di risarcire un socio privato fino a questo momento fin troppo signorile e tollerante. Appunto, “pacta servanda sunt”, credetemi è meglio.
D'altronde, l'accollo dello stato di pochi milioni di euro l'anno per il mantenimento dei servizi di assistenza al volo e di vigili del fuoco noi del territorio della provincia di Ragusa ci impegniamo a farli rientrare per dieci e venti volte attraverso la produzione di una ricchezza sana come siamo tradizionalmente abituati a fare, senza lordure, senza tradire la fede pubblica, senza tangenti e collusioni con la criminalità organizzata. Anzi, ti dico, caro presidente, che in parte questa operazione è già avvenuta. Il campo di golf del Donnafugata resort, costato circa 80 milioni di euro e destinato a una clientela “tipicamente aeroportuale”( quindi nato in funzione dell'aeroporto di Comiso) quanto ha fatto introitare e farà introitare allo stato in termini di imposte,tasse,oneri etc? oppure qualcuno pensa che è stato costruito perché i miliardari internazionali ci arrivassero per svolgere i loro tornei da Catania con le gloriose autolinee Giamporcaro?
E quanti altri di questi investimenti potremmo attrarre? E quanti ne stiamo perdendo con questa maledetta confusione che stiamo facendo?

Comiso, 19 agosto 2010

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SCUOLA SAN GIACOMO, ON. DIGIACOMO SOLLECITA INTERVENTI

Facendo seguito alle legittime lamentele dei genitori, l'on. Pippo Digiacomo interviene per affrontare la vicenda del plesso della scuola di San Giacomo a Ragusa e per sostenere l'iniziativa del gruppo del Partito Democratico.
“Interverrò presso i dirigenti scolastici regionale e provinciale – afferma l'on. Digiacomo – per sollecitare interventi atti a salvaguardare la scuola da tagli e ridimensionamenti. Sono pienamente d'accordo e sostengo l'iniziativa del segretario Peppe Calabrese e del gruppo del Pd di Ragusa. Vigileremo affinché una delle tre classi di scuola primaria di secondo grado assegnate alla Pascoli vada al plesso di San Giacomo per evitare che come l'anno scorso la frazione rurale abbia una pluriclasse penalizzando i residenti in modo irreversibile. Auspico nel frattempo un fronte politico comune per evitare il rischio di chiusura del plesso di San Giacomo e rassicurare i genitori e con essi tutti i cittadini della frazione. Il nostro partito, comunque, farà fino in fondo la sua parte”.

Comiso, 18 agosto 2010

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ON. DIGIACOMO IN VISITA AL CARCERE DI RAGUSA


Facendo seguito all'iniziativa del partito a livello nazionale, denominata “Ferragosto in carcere”, l'on. Pippo Digiacomo visiterà domani, 15 agosto, alle ore 9, la casa circondariale di contrada Pendente a Ragusa.
“Sento il dovere – dichiara l'on. Digiacomo – di portare la mia solidarietà ai responsabili del carcere e ribadire il mio impegno, e quello del mio partito, a operare in tutti i modi possibili per contribuire ad alleviare i disagi dei lavoratori che operano nella struttura e a favorire condizioni sempre più umane di detenzione”.

Comiso, 14 agosto 2010

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ON. DIGIACOMO: IL PRESIDENTE ANTOCI PENSI ALLA PENOSA VIABILITA' PROVINCIALE DELL'AEROPORTO

“Con tutto il rispetto sarebbe stato meglio se il presidente Antoci avesse continuato il suo silenzio sulla vicenda. Piuttosto spieghi come mai in otto anni non ha saputo costruire neanche un pezzo di strada a supporto dell'aeroporto, quando questo è invece costruito e collaudato. Al di là dei soliti progettifici la provincia si è distinta in un immobilismo assoluto”: così l'on. Pippo Digiacomo replica alle dichiarazioni del presidente della Provincia relativamente alla vicenda e sulla quale ritorna con una riflessione per ribadire come la strada seguita nelle procedure non solo è quella corretta ma addirittura anticipatrice dei tempi.

“Quando l’idea di fare un aeroporto a Comiso nel sito abbandonato della base missilistica si è concretizzata attraverso gare ad evidenza pubblica mai contestate e mai neanche sfiorate da sospetti di illegittimità, abbiamo operato una scelta di campo moderna, anticipando ciò che qualche anno dopo è stato enfaticamente definito come FEDERALISMO DEMANIALE: la possibilità che un Ente Pubblico Territoriale quale il Comune di Comiso possa essere proprietario di una importante struttura dedicata alla mobilità ed allo sviluppo del territorio, quale un aeroporto. E che tale possibilità, che allora sembrava utopistica e fantascientifica, oggi sia di facile acquisizione culturale e sociale, non toglie valore alla fruizione dei servizi che lo Stato deve dare e garantire. Tanto più che lo stesso Codice della Navigazione ribadisce la piena equiparazione fra gli aeroporti di proprietà dello Stato e quelli di proprietà di un Ente Pubblico Territoriale.

In pratica Comiso ha un aeroporto nel proprio territorio che serve un territorio molto vasto e dinamico, l’aeroporto è stato costruito secondo i criteri di ENAC, con danari pubblici, per uno scopo preciso: dare la possibilità al territorio di collegarsi in modo diretto con il resto dell’Europa, tant’è che i danari impiegati sono europei.

Il progetto prevede inoltre una libertà industriale di fruizione secondo criteri europei, in cui il gestore aeroportuale, scelto anch’esso a seguito di gara europea, potesse avere il pieno controllo dell’andamento e dell’indirizzo economico dell’impresa senza che la stessa sia legata a lacci e laccioli che invece caratterizzano ancora il dispotico centralismo statale nel controllo oppressivo della libertà tariffaria di un’impresa aeroportuale in Italia.

Chi non ha saputo leggere queste innovazioni e queste anticipazioni, si è ottusamente ancorato forse sull’unica cosa che sapeva intendere, il concetto di DEMANIO, un concetto antico, Napoleonico e Borbonico, ed ormai in via di estinzione normativa.
Ed al fine di contrastare, ribattere, opporsi all’innovazione, ha finito per enfatizzare un problema che non esiste ed ha dato lo spunto a chi invece, dall’alto ed in modo oscuro, controlla e vuole continuare a controllare economie sane e produttive immettendo pesi, gabelle e limiti, buoni solo per loro e per i loro amici.

Ho chiesto più volte in modo diretto la legittimazione normativa ai divieti che in modo strisciante e inquietante sono stati frapposti all’apertura al traffico aereo comunitario ed extracomunitario dell’aeroporto di Comiso. Attendo ancora risposte.

Ho visto invece prevalere minacce alla salvaguardia della bontà industriale del progetto ed al patrimonio del Comune di Comiso, con tentativi mascherati di smobilitare l’aeroporto, declassandolo al ruolo marginale di aeroporto regionale, quasi una punizione per avere osato sfidare il regime centrale che vede Comiso come una pericolosa breccia che, se aperta, rischia di travolgere il fragile sistema su cui si basa l’arroganza del non fare e dell’impedire.

Facile dire e far riflettere chi legge affermando che se un tale progetto fosse stato realizzato al nord, tutti gli amministratori locali avrebbero coagulato le loro energie per difenderlo ed esaltarlo. Non così qui in Sicilia, dove sin dall’inizio ho riscontrato opposizioni proprio nelle istituzioni locali che, per prime, avrebbero dovuto avere invece un ruolo pro-attivo nella vicenda.

Certo è che, dopo avere pubblicato un libro sulle vicende e sull’esperienza unica e bellissima di essere riusciti a fare una struttura così importante per questo territorio, adesso viene la voglia di scriverne un altro, il cui titolo è naturalmente suggerito dagli eventi: COME STATE FACENDO A DIS-FARE L’AEROPORTO DI COMISO”.

Comiso, 14 agosto 2010
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DIGIACOMO: IL PROTOCOLLO-GIOIELLO ESALTATO DAL SINDACO ALFANO E' UNA PORCATA

Permangono fortissimi dubbi sulla firma dell'ormai famoso protocollo: esso c'è, esiste ma, a detta di Raffaele Lombardo è “una porcata”. L'on. Pippo Digiacomo rilancia l'allarme e a dargli ragione è una dichiarazione senza precedenti del presidente della Regione, pubblicata sul suo blog personale e su tutti i quotidiani, che si riporta allegata a questa nota. Questa, da sola vale a spazzare via tutte le esultanti parole che in queste ore erano state scritte in comunicati diffusi alla stampa.
“Mi permetto di intervenire ancora - dichiara l'on. Digiacomo - per affermare che le parole di Lombardo dimostrano come il mio non era un allarmismo gratuito. Voglio battermi contro la mediocrità di gente inadeguata che, da oltre due anni, ha portato un grande progetto di ricchezza comune indietro anziché avanti, rischiando d'affossare fin dall'inizio gli equilibri economici della gestione di un'opera così importante. Quel che conta è che la nostra azione ha squarciato il buio che volutamente era stato fatto scendere sulla questione e costretto “lorsignori” dei palazzi romani a venire allo scoperto dimostrando tutta la malafede del governo nazionale. Meno male che a vegliare sugli interessi della Sicilia e della provincia iblea ci sono persone serie. L'isterismo arrogante e velenoso della politica strapaesana non ha mai costruito nulla se non se stesso e con se stesso s'intossica”.

Comiso, 7 agosto 2010

SU COMISO TREMONTI BLUFFA. VIGILEREMO PER DIFENDERE GLI INTERESSI DEI SICILIANI

Abbiamo rimandato al mittente la proposta di protocollo d’intesa tra Stato e Regione per l’aeroporto di Comiso perché non prevedeva che le spese per il controllo aereo e per la sicurezza, cioè per i vigili del fuoco, fossero a carico dello Stato, come avviene in qualunque altro aeroporto nazionale.
Ancora una volta il governo centrale ha tentato la furbata di caricare questi oneri all’aeroporto o alla Regione, il che significa costi proibitivi per un aeroporto che non avrebbe potuto “decollare”. L’ennesima porcata.
Il ministro Tremonti ci fa sapere che lo Stato si farebbe carico delle funzioni. Cosa vuol dire farsi carico delle funzioni? Che i vigili del fuoco e il controllo aereo lo assicura lo Stato? Delle funzioni possiamo farci carico anche noi, eventualmente “inventandoci” un corpo dei vigili del fuoco siciliani. Ma il problema è il costo delle funzioni.
Se lo Stato non precisa che si farà carico del costo per il controllo aereo e per la sicurezza, noi il protocollo non lo firmiamo e, ancora una volta, ci rivolgeremo all’Unione Europea perché dimostreremo che, oltre che per le strade e per la navigazione, lo Stato italiano massacra la Sicilia, un’isola che proprio delle infrastrutture dei trasporti ha estremo bisogno.
La discriminazione antimeridionale e antisiciliana del governo centrale sarà messa a nudo, denunciata e presentata all’opinione pubblica per quello che è. Ma grazie a Dio teniamo gli occhi aperti e difendiamo gli interessi del popolo siciliano.
http://www.raffaelelombardo.it/2010/08/06/su-comiso-tremonti-bluffa-vigileremo-per-difendere-gli-interessi-dei-siciliani/

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AEROPORTO, TREMONTI FA DIETROFRONT ?

L'on. Pippo Digiacomo comunica di avere appreso dall'on. Nino Minardo che il ministro Tremonti si sarebbe detto disponibile a firmare il protocollo con le modifiche alle parti penalizzanti per l'aeroporto di Comiso.
“Prendo atto di questa notizia – afferma l'on.Digiacomo – ma attendiamo risposte e soprattutto gesti concreti per portare a compimento una vicenda che già comincia a puzzare da tutte le parti. Firmiamo e andiamo avanti per l'immediata apertura dell'aeroporto!”.

Comiso, 6 agosto 2010

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AEROPORTO, SALTA LA FIRMA DEL PROTOCOLLO. TREMONTI NON ACCETTA LE MODIFICHE DI LOMBARDO ALLE CLAUSOLE VESSATORIE

Salta la firma del protocollo d'intesa sul definitivo trasferimento del demanio dell'aeroporto al Comune di Comiso. Il ministro Tremonti non ha firmato l'accordo rifiutando le modifiche alle clausole vessatorie che erano state proposte dal presidente della Regione Lombardo il quale, dal canto suo, si è detto fortemente contrario alla firma di un documento che contiene vincoli penalizzanti per l'impianto con conseguenze negative che si rifletterebbero sull'economia della provincia di Ragusa e della Sicilia, confermando così l'impegno preso a sostegno dell'aeroscalo.
A lanciare l'allarme sulla vicenda era stato nei giorni scorsi l'on. Pippo Digiacomo il quale aveva avuto notizie relativamente ad alcune parti del documento che si sarebbero tradotte in un forte declassamento dell'aeroscalo. Il solo fatto, ad esempio, di non considerare l'aeroporto di interesse nazionale, farebbe cadere l'impegno dello Stato a pagare tutti i servizi necessari e metterebbe di fronte al fallimento la società di gestione che non potrebbe mai sobbarcarsi gli oneri milionari che lo stesso Stato paga in tutti gli altri aeroporti italiani.
“Il governo nazionale dunque - dichiara l'on. Digiacomo - si disinteressa dell'aeroporto di Comiso e il sindaco dov'è, cosa fa? Silenzio assoluto! Sui perché che ho rivolto qualche giorno fa riguardo la mancata apertura dell'aeroporto al traffico aereo commerciale comunitario ed extracomunitario, per il quale è stato progettato, finanziato e costruito, finora non ho ricevuto alcuna risposta precisa. Oggi ho una serie di domande che rivolgo in modo diretto all'ENAC:
1) In base a quale dettato normativo è vietato all'Ente Territoriale Comune avere in proprietà il sedime di un aeroporto di rilevanza nazionale, atteso che l'art. 697 del Codice della Navigazione (alla lettera a) afferma che sono aperti al traffico aereo civile gli aeroporti appartenenti allo Stato ed agli Enti Pubblici Territoriali?
2) Vi è una norma di rilevanza maggiore a questa e se sì qual è?
03) Vi è un differente trattamento fra gli aeroporti appartenenti allo Stato e quelli appartenenti agli Enti Pubblici Territoriali?
4) Se sì, dov'è scritta questa norma?
5) Enac conferma che a firma del Direttore Generale è stato assegnato al Comune di Comiso l'onere di Stazione Appaltante?
6) Enac conferma che, con l'approvazione del progetto definitivo del nuovo aeroporto di Comiso, è stato dato incarico al Comune di attivare le procedure di esproprio delle aree esterne al sedime demaniale interessate dagli interventi?
Attendo risposte precise, non generiche ed evasive. Ancora una volta invito il sindaco a far valere le ragioni del Comune di Comiso e a non sottostare a nessuna ipotesi di declassamento dell'aeroporto; in caso contrario si renderebbe complice di questo ormai palese, e non più giustificabile in alcun modo, tentativo di espropriare Comiso, la provincia di Ragusa e la Sicilia di un'infrastruttura di grandissima rilevanza economico-sociale. Con il presidente Lombardo abbiamo concordato un'azione forte da condurre presso l'Unione Europea per verificare se si profilano danni all'utilizzo di risorse pubbliche regionali, statali e comunitarie. Invito, infine, la società di gestione a mettere in mora il Comune e il Governo italiano per l'impossibilità di potere utilizzare una struttura per la gestione della quale ha già versato 22 milioni di euro e, conseguentemente, chiedere il legittimo risarcimento danni”.

Comiso, 6 agosto 2010

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ARAS, INTERROGAZIONE ALL'ARS PER TUTELA LAVORATORI

L'on. Pippo Digiacomo ha presentato un'interrogazione all'Assemblea Regionale Siciliana per chiedere al governo opportune iniziative a tutela dei lavoratori dell'Aras in servizio presso l'ufficio provinciale di Ragusa. L'iniziativa parlamentare, sottoscritta anche dai deputati Roberto Ammatuna e Orazio Ragusa, fa seguito alla riunione svoltasi qualche giorno fa nel capoluogo ibleo alla quale lo stesso on. Digiacomo ha partecipato. Attraverso l'atto parlamentare, si chiede al governo, ed in particolare all'assessore regionale all'agricoltura Bufardeci, quali iniziative intende adottare allo scopo di evitare indiscriminati tagli al personale che opera presso l'ufficio provinciale di Ragusa. Tutto questo alla luce degli orientamenti annunciati dall'attuale commissario dell'Aras Alessandro Chiarelli circa il mancato rinnovo contrattuale per le sei unità di personale in forza all'ufficio ibleo il cui contratto scade il 31 agosto.
“L'orientamento di trasformare l'attuale rapporto contrattuale con una formula atipica mediante ricorso a convenzioni di collaborazioni esterne – afferma l'on. Digiacomo – non garantisce per nulla il futuro occupazionale a questi lavoratori che hanno vissuto una condizione di precariato per circa dieci anni fino al 2008. Per questo il governo regionale deve adottare tutte le iniziative opportune per garantire un futuro a questi operatori il cui lavoro è fondamentale per lo sviluppo del settore oltre che una garanzia per tutti gli allevatori”.

Comiso, 4 agosto 2010

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AEROPORTO DI COMISO, NESSUNO DANNEGGI IL PROGETTO

Ci sarebbe in atto un tentativo di penalizzazione dell'aeroporto di Comiso e delle sue potenzialità. Lo denuncia l'on. Pippo Digiacomo che sulla vicenda dichiara: “Dopo dieci giorni dal mio incatenamento, qualcosa si muove: pare che si voglia firmare il protocollo. Ma, per quello che ne so, questo documento penalizzerebbe e mortificherebbe lo scalo comisano non capisco per quali oscure o torbide ragioni. Intanto non vogliono ricomprenderlo tra gli aeroporti di rilevanza nazionale, pur essendo stato progettato, finanziato e costruito per essere gestito come aeroporto di secondo livello. Ma, allora, perché ci hanno fatto realizzare una pista da 2.500 metri?
Perché Enac lo ha approvato con strumentazioni e aerostazione necessarie per un impianto di rilevanza nazionale? Perché nel sistema aeroportuale Comiso-Catania del 17.11.2004 le due strutture vengono previste dalla Regione Siciliana come analoghe (e tecnicamente lo sono!) e ora si vuole penalizzare la prima? Perché questo declassamento? Perché il governo nazionale non vuole pagare i servizi necessari, cosa che fa in tutti gli altri aeroporti del nord e non solo? Perché si vuole strappare al territorio questo patrimonio realizzato con procedure di evidenza pubblica e senza che ci sia stato un avviso di garanzia? A chi ha dato ed evidentemente dà fastidio questo caso di buona politica?
Perché questa manipolazione e omissione di fatti, come il silenzio sul parere dell'Avvocatura Generale dello Stato, datato 2007, richiesto da Enac e che ha dato piena legittimità alla procedura posta in essere dal Comune di Comiso? Interrogativi inquietanti su cui esigiamo una risposta, intanto che sorvegliamo con attenzione che non vengano perpetrati colpi di mano contro l'aeroporto di Comiso, contro la Sicilia, contro la società di gestione che ha già speso 22 milioni di euro e aspetta di essere messa in condizione d'aprire e far funzionare un aeroporto nazionale. Di tutto questo ho parlato con il presidente della Regione Lombardo il quale ha pienamente concordato sul fatto che nessuna penalizzazione può essere tollerata e che se questo dovesse verificarsi rappresenterebbe un duro attacco all'economia della provincia di Ragusa e della Sicilia da respingere fermamente”.

Comiso, 4 agosto 2010


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Aeroporto di Comiso. On. Digiacomo, bene iniziativa nazionale

“La vicenda dell’aeroporto di Comiso non è un fatto locale, ma una questione di interesse nazionale. Apprezzo l’iniziativa del parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, che ha presentato un’interpellanza, firmata anche da Massimo D’Alema, Enrico Letta, Maurizio Migliavacca oltre che da diversi deputati siciliani con la quale si sollecita il Governo sulla mancata apertura dell’aeroporto di Comiso, nonostante i lavori per la realizzazione dello scalo siano già conclusi”. Lo dice il parlamentare regionale del Partito Democratico, Pippo Digiacomo, protagonista nei giorni scorsi di una clamorosa protesta davanti ai cancelli chiusi dello scalo siciliano.
“La Sicilia ha bisogno di infrastrutture moderne e al passo coi tempi, – prosegue Digiacomo – ma a causa di lungaggini burocratiche e rimpalli di competenze, spesso gli impianti più importanti non decollano. La sensibilità mostrata dai parlamentari nazionali – prosegue Digiacomo - dimostra che il mondo politico non resterà fermo ma sosterrà in ogni modo la battaglia intrapresa. L’aeroporto di Comiso – conclude - una struttura realizzata, operativa, pronta ad accogliere aerei, turisti, merci e che consentirebbe un migliore trasporto anche per le imprese, bloccata per una mera questione tecnica, il passaggio di proprietà del suolo dallo Stato alla Regione e quindi al Comune, non sarà lasciato a marcire”.

Comiso, 29 luglio 2010
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AEROPORTO, ON. DIGIACOMO: LA BATTAGLIA CONTINUA

Con una affollatissima fiaccolata si è chiusa ieri la giornata di protesta dell'on. Pippo Digiacomo iniziata la mattina con l'incatenamento dinanzi l'aerostazione. Archiviata la singolare forma di protesta, la battaglia però prosegue a tutti i livelli istituzionali, a cominciare dall'Assemblea Regionale Siciliana dove in queste ore approderà un'interrogazione dell'on. Digiacomo sulla vicenda. Il deputato regionale ha voluto esprimere un sincero ringraziamento a quanti ieri, sia rappresentanti politici e istituzionali ma anche semplici cittadini, hanno inteso partecipare, sia fisicamente che con messaggi pervenuti in ogni forma, all'iniziativa dimostrando che questa non è stata solo una protesta politica ma quella di un intero territorio che a gran voce chiede che l'aeroporto sia aperto e subito.
“Un ringraziamento particolare – aggiunge l'on. Digiacomo – mi sento di rivolgere, oltre che al Capo dello Stato Napolitano, al presidente della Regione Raffaele Lombardo e al presidente dell'Ars Francesco Cascio, per la decisa presa di posizione sulla questione, oltre che ai vari esponenti della giunta regionale. Certamente la protesta non finisce qui. Proseguiremo ad oltranza fino a quando non avremo risposte certe sull'apertura al traffico dell'aeroporto”.

Comiso, 27 luglio 2010

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AEROPORTO, ON. DIGIACOMO S'INCATENA DAVANTI L'AEROSTAZIONE


In centinaia sono arrivati questa mattina all'aeroporto di Comiso per sostenere la protesta dell'on. Pippo Digiacomo contro i ritardi che da due anni stanno rallentando l'apertura dell'aeroscalo. Accompagnato dal senatore Beppe Lumia, dal deputato regionale Riccardo Minardo, da numerosi esponenti del centrosinistra a livello locale e provinciale, ma soprattutto da decine e decine di semplici cittadini, l'on. Digiacomo ha raggiunto a piedi l'aerostazione dove, come annunciato, si è incatenato. Nel corso della mattinata diversi rappresentanti istituzionali del territorio ed esponenti politici hanno fatto visita all'on. Digiacomo tra cui il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia e il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo e quello provinciale Salvo Zago. Da tutta la provincia, inoltre, il Partito Democratico ha inviato delegazioni. All'atto dell'incatenamento l'on. Digiacomo ha ribadito le ragioni della protesta e il rischio che il sogno di un'intera comunità possa essere infranto da oscuri e ciechi interessi. Tre, in particolare, le questioni che Digiacomo mette sul tavolo e sulle quali si attendono risposte:
1) Quali atti ostativi vengono ancora frapposti alla definitiva chiusura del processo amministrativo circa l'apertura al traffico aereo commerciale comunitario ed extracomunitario dell'aeroporto di Comiso.
2) Quali disposizioni sulla certificazione aeroportuale (struttura approvata e sorvegliata da Enac) e sulla certificazione del Gestore aeroportuale sono state individuate e se le stesse sono già state attivate.
3) Quali amministrazioni dello Stato fra le seguenti: Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Vigili del Fuoco, Enav e Enac non siano attualmente pronte a farsi carico sei servizi d'istituto per garantire l'operatività dell'aeroporto di Comiso.
Il presidio dinanzi la stazione aeroportuale durerà per l'intero arco della giornata; alle 22 ci sarà una fiaccolata.

Comiso, 26 luglio 2010
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AEROPORTO, - 2 GIORNI ALL'INCATENAMENTO

Mancano due giorni all'incatenamento davanti all'aeroporto di Comiso da parte dell'on. Pippo Digiacomo e continuano ad arrivare ora dopo ora messaggi ed attestazioni di solidarietà e partecipazione all'iniziativa. Dopo avere incassato l'impegno del Presidente Giorgio Napolitano, l'on. Digiacomo ha anche ricevuto, tra gli altri, messaggi del presidente dell'Assemblea Regionale Cascio, degli assessori regionali Cimino, Venturi e Armao, dei segretari regionale e nazionale del Pd Lupo e Bersani e dell'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema grazie al cui impegno, susseguente alla grande prova di solidarietà del popolo comisano durante la Missione Arcobaleno, il sogno di riconversione in aeroporto civile dell'ex Base Nato cominciò a diventare realtà. Quel sogno rischia di essere infranto da oscuri e ciechi interessi. Basta quindi continuare a giocare e bluffare su un'infrastruttura così importante. Quindi, si chiede e si vuole sapere:
1) Quali atti ostativi vengono ancora frapposti alla definitiva chiusura del processo amministrativo circa l'apertura al traffico aereo commerciale comunitario ed extracomunitario dell'aeroporto di Comiso.
2) Quali disposizioni sulla certificazione aeroportuale (struttura approvata e sorvegliata da Enac) e sulla certificazione del Gestore aeroportuale sono state individuate e se le stesse sono già state attivate.
3) Quali amministrazioni dello Stato fra le seguenti: Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Vigili del Fuoco, Enav e Enac non siano attualmente pronte a farsi carico sei servizi d'istituto per garantire l'operatività dell'aeroporto di Comiso.
Lunedì 26 luglio alle ore 10 appuntamento all'ingresso della stazione aeroportuale con presidio per l'intero arco della giornata; alle 22 fiaccolata.

Comiso, 24 luglio 2010

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IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO A SOSTEGNO DELL'AEROPORTO DI COMISO

Centinaia di attestati di solidarietà stanno pervenendo in queste ore all'on. Pippo Digiacomo relativamente all'annunciata decisione di incatenarsi davanti l'aeroporto di Comiso, lunedì 26 luglio p.v. alle ore 10, in segno di protesta contro l'eccessiva burocrazia che sta bloccando da due anni l'apertura dell'aeroscalo.
Dichiara l'on. Digiacomo: “Ho ricevuto, tramite la Prefettura, un'attestazione d'impegno da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per risolvere lo scandaloso caso dell'aeroporto di Comiso, trasformato da fiore all'occhiello della buona politica a vergogna nazionale. L'aeroporto di Comiso nasce da un patto d'onore tra il nostro territorio, che ospitò nel 1999 oltre 6.000 profughi kosovari, e il Governo D'Alema che promise di sostenere la realizzazione della grande infrastruttura. Così è stato. Adesso lo Stato o parti di esso stanno tradendo l'impegno preso non si capisce bene per quali oscuri fini e interessi: l'aeroporto è pronto e da mesi e mesi si cincischia su questioni di lana caprina. L'appuntamento è per lunedì prossimo alle ore 10, davanti all'aeroporto per l'incatenamento”.

Comiso, 23 luglio 2010
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AEROPORTO, INCATENAMENTO LUNEDI' 26 LUGLIO 2010


"Rilevato che la mobilità costituisce elemento prioritario per il flusso turistico internazionale(...) particolare sostegno è dato ai progetti di sviluppo nel campo della mobilità a fini turistici attraverso la rimozione delle difficoltà che ostacolano l'operatività immediata(...). Gli aeroporti a forte vocazione turistica tra i quali rientrano anche quelli di Trapani e Comiso, saranno sostenuti nei loro progetti di potenziamento e specializzazione". Così recita un comma del protocollo d'intesa firmato il 30 ottobre del 2008 dall'allora sottosegretario (oggi ministro) al turismo Brambilla, dal presidente della Regione Lombardo, dall'allora assessore al turismo Bufardeci. I risultati sono sotto gli occhi di tutto: Trapani registra incrementi di traffico a due cifre e Comiso registra giri a vuoto attorno a problemi di lana caprina. E meno male che un'autorevolissima rappresentante della maggioranza si è impegnata a rimuovere ogni ostacolo! Ma il ministro Vittoria Brambilla è stata avvertita della colossale cattiva figura che il suo governo sta facendo sulla vicenda Comiso? Non pensa d'intervenire per dare concretezza a quanto sottoscritto? Sono contento che il ministro Matteoli abbia preso a cuore la cosa. Ma il fatto è che ci siamo stufati di “prese a cuore” e vogliamo fatti concreti: dopo due anni e mezzo ne abbiamo ben donde. Pertanto informo che l'"incatenamento" avverrà lunedì 26 luglio 2010. 

Comiso, 10 luglio 2010
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PRECARI ASP RAGUSA, PRESENTATA INTERROGAZIONE ALL'ARS

Apprendo con grande sorpresa delle delibere 1291 e 1292 relative alla stabilizzazione di personale precario. Nonostante avessi avuto rassicurazioni in merito, sono stati esclusi i lavoratori nelle stesse medesime condizioni giuridiche che ne hanno consentito la stabilizzazione in almeno altre due ASP, Siracusa e Caltagirone. Ora, prima ancora di andare al merito, vorrei porre un quesito di fondo: che fiducia può avere il cittadino nelle istituzioni quando, a proposito dello stesso problema ,si fanno due pesi e due misure? Che credibilità può avere un assessorato regionale che sbandiera ai quattro venti concetti d'imparzialità e trasparenza e poi concede ad alcuni e nega ad altri che si trovano nelle medesime condizioni? Che risposta è quella che dice, in sostanza, "io ti escludo, non ne sono convinto appieno, se ricorri e vinci, però, io t'assumo e pago le spese"? Ma l'assessore Russo non aveva detto "pacta servanda sunt"? Evidentemente il patto per l'attesa di lavoro stabile si rispetta a Siracusa e Caltagirone ma non a Ragusa. A me, amministratore locale d'esperienza, spiegavano che diversità di trattamento per le medesime condizioni date si chiama abuso d'ufficio, e quando le cose non sono chiare e c'è la buona fede, le delibere si revocano in autotutela. In attesa di vederci chiaro e di non dovere attivare il GPS per capire in quale parte della Sicilia valgono certe regole e in quali no, ho posto la questione in commissione sanità direttamente all'assessore Russo e presentato un'interrogazione all'Ars, riservandomi qualsiasi altra iniziativa.

Comiso, 8 luglio 2010
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CONTO ALLA ROVESCIA PER L'INCATENAMENTO AI CANCELLI DELL'AEROPORTO DI COMISO

Avevo avvertito dei pericoli del burocraticume romano. Ma com'è possibile che un'intera classe dirigente rimanga ostaggio dei capricci dei soliti "signornò" annidati negli angoli più oscuri e maleodoranti degli uffici ministeriali? Cosa cercano, gratitudine? Altro? Ma come non si vergognano a ostacolare il percorso di un infrastruttura che si è realizzata con progetto del territorio, fondi comunitari, che si è cofinanziata e s'è pure trovata un gestore privato importante che ha già investito decine di milioni di euro. Certo, abituati come siamo a costruire cattedrali nel deserto che costano allo stato l'ira di Dio di debiti per farle funzionare, questa, che non sembra destinata a fare debiti ma utili, dev'essere considerata il nemico da abbattere. E' questo, signor ministro Tremonti, l'aiuto al meridione virtuoso contro quello cialtrone? Ma chi è in questo caso il cialtrone, mi dica un po', il meridione o il governo nordista di cui lei è autorevole rappresentante? Queste cose che stanno succedendo a Comiso le avrebbe consentite a Orio al Serio? Avrebbe consentito ritardi di anni per inutili scartoffie su problemi pretestuosi (parliamo di un terreno abbandonato per decenni dallo stato dove andavano i bracconieri a cacciare conigli e lepri) oppure per il grande e ricco nord non sarebbero volati gli scecchi? Al prossimo rinvio m'incateno, chi mi ama e anche chi non mi ama e anche lei, signor Ministro, mi segua.

Comiso, 4 luglio 2010
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ON. DIGIACOMO: “LA BASE DEL PARTITO NON E' IL LAVAPIEDI DEL PD”.

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo sull'attuale situazione in seno al PD regionale: “Sono certo che nella direzione regionale del PD del 5 luglio non si deciderà nulla che possa riguardare i rapporti tra il gruppo parlamentare all'Ars e il governo della Regione. Alle recenti amministrative è avvenuto un rimescolamento delle alleanze con un certo successo delle coalizioni che vedevano il PD alleato con liste e candidati tradizionalmente schierati con il centrodestra. Esito, questo ,interessante per la Sicilia e per il resto del Paese. Ma per il governo della Regione è necessario attendere l'esito della vicenda giudiziaria che riguarda il governatore Lombardo. E' diverso chiedere alla base del partito cosa bisogna fare per la Sicilia rappresentata da un presidente prosciolto o rinviato a giudizio e, se rinviato, per quale ipotesi di reato. Altrimenti vorrà dire che faremo l'ennesima noiosa lacerante conta pro o contro Lumia, pro o contro Lupo, pro o contro Bianco e così via. Personalmente, non sono interessato e farò quanto è in me per impedire questa iniziativa che ritengo dannosa e ipocrita”.

Comiso, 28 giugno 2010
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NOMINE SO.A.CO., ON. DIGIACOMO: “IL NUOVO CDA NON PUO' ESSERE IL RISULTATO DI SCAMBI POLITICI”.

Riguardo alle prossime nuove nomine in seno alla Società di gestione dell'Aeroporto di Comiso, l'on. Pippo Digiacomo interviene con la seguente dichiarazione: “Sebbene sia gestito da un soggetto privato, la SO.A.CO., l'Aeroporto è stato costruito con soldi pubblici. Anzi, la stessa società di gestione ha una nella sua composizione una prevalentissima presenza pubblica: circa il 70%. Pertanto la sua "mission" deve essere rispettosa certo delle attese di redditività dell'impianto ma anche dell'utilizzo corretto di un'opera costata oltre cinquanta milioni di euro. Ecco la ragione per la quale lo statuto della società prevede una presenza del Comune di Comiso e della parte pubblica non inferiore alla quota che garantisce il controllo delle attività del consiglio. Il sindaco, per statuto, nomina il presidente, rappresentante e garante degli interessi pubblici legati alla gestione della struttura. Inoltre il legislatore ha indicato nel Comune di Comiso il beneficiario dell'intervento. Pertanto sarebbe uno schiaffo al buon senso oltre che agli interessi complessivi del territorio se la nomina di parte pubblica fosse legata a fattori e valutazioni diverse: se malauguratamente così dovesse essere agiremo in tutte le sedi possibili e immaginabili. La nomina dei componenti del nuovo CdA non può essere il risultato di scambi politici fatti in barba agli interessi supremi della nostra città e delle nostra provincia, non può essere terreno di colonizzazione. A questo proposito andremo ad allertare l'attenzione tanto della Corte dei Conti quanto della Procura della Repubblica. Le nomine fatte nel 2007 sono state apprezzate intanto dal socio "privato" prima ancora che dalla parte pubblica. Pertanto, mi permetterei di suggerire al sindaco di non consentire a nessuno di tirargli la giacca e, giusto per dare continuità amministrativa alla vigilia dell'attivazione dello scalo, di riconfermare in blocco gli attuali consiglieri e di rimandare a dopo l'avvio delle attività aeroportuali l'eventuale nomina dei nuovi componenti”.

Comiso, 19 giugno 2010
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ON. DIGIACOMO: “SE NON SI ATTIVA SUBITO L'AEROPORTO DI COMISO M'INCATENO”.


Alla luce delle ultime notizie stampa sull'aeroporto di Comiso l'on. Pippo Digiacomo dichiara: “Quando alcuni giorni orsono mettevo in guardia il sindaco di Comiso dalle "teste d'uovo" della burocrazia italiana non mi ero sbagliato. Conosco fin troppo bene i "cacadubbi" della pubblica amministrazione, li ho combattuti e vinti per tanti anni e, per loro fosse stato, l'aeroporto di Comiso non si sarebbe realizzato neanche nel 3000 d.C.. L'unico potere che riescono a esercitare bene questi tizi è quello di veto e di rinvio e quando l'Italia si libererà di tale insopportabile zavorra il nostro Belpaese sarà veramente moderno e competitivo. Comunque ribadisco che il sedime aeroportuale è regolarmente iscritto alla conservatoria in capo al Comune di Comiso, che avverso a questo provvedimento c'è solo un ricorso rigettato al Presidente della Repubblica e che ha fatto ridere l'Italia: cioè un ricorso non di un cittadino contro la pubblica amministrazione, ma della pubblica amministrazione (Demanio) contro se stessa (Enac). Si vada avanti, quindi, l'Aeroporto è lì, pronto, non lo può togliere ormai nessuno e dovrà partire, caschi il mondo, entro l'anno. Chi mi conosce sa che non ho la vocazione alle "masaniellerie" ma se la portano ancora alle lunghe stavolta m'incateno fino a quando la più grande opera iblea mai realizzata non sarà attiva”.

Comiso, 17 giugno 2010
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ON. DIGIACOMO: IN RICORDO DI UN AMICO

Dopo avere appreso fuori sede della sua scomparsa, l'on. Pippo Digiacomo ha inoltrato un telegramma alla famiglia e nel contempo ricorda così Pippo Tumino: “Con lui se ne va un'altra figura storica della provincia di Ragusa. Un grande uomo, un caro amico e compagno, di indubbia moralità, con il quale ho da sempre mantenuto un rapporto schietto e senza filtri. Pippo lascia davvero un grande vuoto”.

Comiso, 16 giugno 2010

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VENTURI VADA AVANTI CON L'OPERA DI “BONIFICA” E RILANCIO DELLE ASI SICILIANE

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo riguardo alla polemica legata al Consorzio industriale di Agrigento: “Dopo decenni di inefficienze, sprechi, latrocini e collusioni, bene fa l'assessore Venturi a spazzare via il marciume di questo sistema fallimentare che ha trasformato una potenzialità produttiva come le Asi in carrozzoni politici, paralitici e paralizzanti”.

Comiso, 27 maggio 2010

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CORFILAC, ON. DIGIACOMO: PROF. LICITRA RIMETTA IL MANDATO

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo a seguito di notizie stampa: “Apprendo che il presidente del Corfilac, prof. Giuseppe Licitra, nei giorni scorsi ha convocato una conferenza stampa sul “salvataggio” del Consorzio, invitando il solo on. Leontini. Questa iniziativa mi radica ancor più nel convincimento che il prof. Licitra sia un eccellente studioso ma uno scarsissimo presidente di CdA, scarsamente democratico e poco rispettoso delle Istituzioni. Ragione per la quale debba rimettere il mandato. Vale solo le pena di ricordare, che senza l'apporto politico e numerico del Partito Democratico (con impegno, oltre che dei deputati iblei, anche del segretario on. Lupo e del capogruppo on. Cracolici), non sarebbe passato nessun provvedimento né in commissione né in aula, e tanto l'autonomia quanto le risorse a sostegno del Corfilac sarebbero state ampiamente compromesse. Avendo fortemente inquinato l'immagine del Consorzio facendolo apparire quasi una segreteria politica, invito Licitra a farsi da parte da presidente del Cda per immettere forze nuove e – speriamo – un po' più democratiche e obiettive”.

Comiso, 12 maggio 2010

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RIORDINO SANITA': SALVI GLI OSPEDALI DI COMISO E SCICLI

L'on. Pippo Digiacomo esprime soddisfazione per l'esito dell'incontro di oggi a Palermo, presso la VI Commissione dell'Ars, che di fatto dichiara definitivamente salvi gli ospedali di Comiso e Scicli e rilanciati quelli di Vittoria e Modica.

Desidero ringraziare l'assessore Russo e il direttore generale Gilotta per la disponibilità dimostrata nel mantenimento dei pronto soccorso di Comiso e Scicli che segnano un punto di partenza nella salvaguardia dei due presìdi”.

Comiso, 11 maggio 2010

 
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IL SINDACO DI COMISO FA TORTO A MEMORIA LA TORRE

Oggi il nostro Paese ricorda il sacrificio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. E per questo oggi è ancora più forte l'amarezza per la cancellazione dell'intitolazione dell'aeroporto di Comiso a La Torre”. Lo afferma il deputato regionale del Pd Pippo Digiacomo che prosegue: “A Comiso La Torre portò avanti una delle sue battaglie politiche più forti, per la pace e contro la presenza dei missili a testata nucleare che erano custoditi nell'aeroporto, allora militare. Quando la struttura è stata convertita ad uso civile, l'intitolazione a La Torre è sembrata la più giusta, doverosa e naturale. Peccato che l'attuale sindaco di Comiso Alfano qualche tempo fa abbia cancellato un pezzo di storia che appartiene a tutti i siciliani e a tutto il Paese”.

Comiso, 30 aprile 2010

 
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AEROPORTO DI COMISO, ON. DIGIACOMO: ALFANO NON SI FACCIA DEPISTARE”.

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo a proposito delle ultime notizie stampa sull'aeroporto: “Leggo divertito che il sindaco Alfano mi taccia di pressapochismo a proposito della questione “demanio” e “sedime” dell'Aeroporto di Comiso. Alfano conferma che a proposito di questa struttura non ne sa nulla e si fa regolarmente depistare. Il sedime aeroportuale è entrato nel patrimonio del Comune di Comiso giusta delibera del Consiglio Comunale di Comiso n. 69 del 2004 a seguito di sdemanializzazione del bene da parte del Demanio Difesa, basandosi sul quadro normativo definito dall'art. 19 della legge 448/98: in particolare, ha applicato la procedura di cui al comma 6 bis dell'art. 19 della citata legge. A tale procedura l'Agenzia del Demanio ha presentato ricorso fuori dai termini utili a ricorrere. Che, comunque, il Comune d'intesa con il demanio formalizzi in protocollo quanto già avvenuto e trascritto (assistito dal notaio Filippo Morello) al patrimonio comunale, non è in sé cosa negativa; anzi, prosegue un'iniziativa da noi intrapresa a regolarizzazione della controversia e per i buoni rapporti tra enti pubblici. Ma, ripeto, la proprietà è del Comune e nessuno gliela può togliere: ecco perché dicevo dell'acqua calda nel mio precedente comunicato. Non volevo offendere nessuno. Vorrei che il sindaco Alfano si rendesse conto che in questa vicenda non c'è stato assolutamente nulla di “pressapochistico” e che Comiso è un progetto pilota positivamente concluso che vedrà, primo in Italia, un aeroporto aperto al traffico comunitario ed extracomunitario di proprietà – come sedime e come struttura – di un ente pubblico territoriale, a tutto vantaggio di Comiso e della provincia di Ragusa”.

Comiso, 24 aprile 2010

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AEROPORTO DI COMISO, ON. DIGIACOMO: “LE TESTE D'UOVO DELL'ALTA BUROCRAZIA HANNO SCOPERTO L'ACQUA CALDA”.


Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo relativamente alla notizia del protocollo d'intesa sul trasferimento del sedime dell'aeroporto al Comune di Comiso e relative notizie stampa: Qualche solerte burocrate a Roma ha scoperto che il sedime aeroportuale è e non può che essere del Comune di Comiso. Due anni di discussioni e perdite di tempo inutili. Del resto è almeno dalla fine degli anni novanta che il Ministero della Difesa ha manifestato e scritto in documenti ufficiali il suo assoluto disinteresse a fini militari dell'aeroporto. Il protocollo sancisce quello che è già da tempo registrato al catasto della provincia di Ragusa, basta andare a vedere gli atti mai impugnati. Velocemente, adesso, il governo metta le risorse per i servizi necessari ad uno dei più grandi ed importanti scali del sud Italia. Basta perdite di tempo: la struttura può essere resa funzionante entro l'anno. Le compagnia aeree? Da tempo ce ne sono tante – per traffici passeggeri e cargo-  pronte ad operare fin da subito. Dopo un periodo nero, la provincia di Ragusa ha una grande opportunità di rilancio”. 

Comiso, 15 aprile 2010

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AEROPORTO DI COMISO, ON. DIGIACOMO: “AVANTI CON LA SINDROME DELL'ETNA”.

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo relativamente al dibattito in corso sull'Aeroporto
di Comiso e relative notizie stampa: “Aldilà delle elucubrazioni inutili, che portano
solo a ulteriori confusioni e ritardi, è bene che l'opinione pubblica sappia che
l'Aeroporto di Comiso (fu “Pio La Torre”) è pronto, con inspiegabili ritardi, ma è pronto.
Francamente, un anno per farlo funzionare mi sembra eccessivo. Anche perché,
se per caso l'Etna facesse un po' di cenere sulla pista di Catania (e non di più)
e ciò rendesse inagibile il “Vincenzo Bellini”, Comiso si attiverebbe nel giro di una
settimana. Allora, suggerirei di procedere con la “sindrome dell'Etna” anche se tutti,
ovviamente nel comune interesse, confidiamo in un atteggiamento pacifico di “Mungibeddu””. 

Comiso, 8 aprile 2010    

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SANITA', ON. DIGIACOMO: “CONCERTAZIONE CON IL TERRITORIO PER NON SMANTELLARE O DISTRUGGERE”.

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo relativamente al dibattito in corso sulla rimodulazione della sanità siciliana ed in provincia di Ragusa:

“Penso che tutti dovremmo abbassare i toni per dare un contributo intelligente per un progetto di sanità migliore in provincia di Ragusa. La quale, vorrei ricordare, non è stata immune dai mali storici e cronici della sanità siciliana: prestazioni generalmente tra il mediocre e lo scarso (senza ovviamente generalizzare); costi vertiginosi da grandi cliniche americane; invadenza della politica a tutti i livelli (dai primariati al precariato; dalle gare di affidamento alle convenzioni con strutture private). Non dimentichiamo che sulla sanità è caduto il governo Cuffaro con condanna confermata in appello. Pertanto la sanità iblea è stata per troppo tempo luogo di scorribande politiche a cura dei “padroni” delle aziende sanitarie. Ora, se un segnale di svolta si vuole dare, esso potrebbe consistere in una concertazione reale con il territorio, soprattutto in una terra intelligente come la nostra (certamente più intelligente della propria classe dirigente) nella quale, tra l'altro, non si registra un investimento regionale pro capite particolarmente esoso, anzi al contrario. Ma se ci si chiude nel silenzio o si fanno cadere dall'alto (ma da dove?) provvedimenti e direttive sconclusionate, si dà l'impressione di procedere con tagli, modifiche, mortificazioni che non apportano né un bene a i cittadini né un risparmio di risorse. Cioè, si fa la cosa più insensata che si potrebbe immaginare: si smantellano strutture importanti (Comiso e Scicli) per distruggere le altre assolutamente non attrezzate a ricevere ulteriori decine e decine di migliaia di prestazioni (Vittoria e Modica). Fermiamoci, quindi, mettiamoci attorno ad un tavolo e cerchiamo di capire dal di dentro (quindi né dalle scrivanie di Palermo né da quelle di Ragusa) che cosa stiamo facendo e dove stiamo andando. Altrimenti, altro che riqualificazione della sanità siciliana! Avremo solo tagliato nel modo più scriteriato immaginabile con una spesa poco contenuta e soprattutto inutile e dannosa per la salute dei cittadini”.

Comiso, 25 marzo 2010

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CONSULENZE CAPRARA, REPLICA AL SINDACO

Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo a seguito di notizie apparse sulla stampa:

“Solo poche righe a commento del comunicato del sindaco Alfano a proposito delle consulenze del dottor Claudio Caprara. Intanto, una piccola rettifica: Caprara è stato non portaborse, bensì consigliere dell'ex presidente del Consiglio dei Ministri on. Massimo D'Alema. Ha contribuito a progettare, finanziare, costruire l'aeroporto di Comiso che è sotto gli occhi di tutti, compresi quelli di Alfano. L'emolumento di Caprara, quello degli altri consulenti e ogni altra spesa sono state accollate al socio privato, come pubblicato alla pagina 9 del mio libro bianco sul patrimonio e la liquidità del Comune di Comiso già nel novembre del 2008 e ancora consultabile sul sito www.giuseppedigiacomo.it. Sarebbe interessante che Alfano, visto che ha così a cuore la trasparenza, pubblicasse i curricula dei suoi consulenti (pagati più di Caprara) e chiarisse quanti aeroporti (o giù di lì) abbiano costruito o contribuito a costruire e se ci siano possibilità di riprendere i soldi e versarli nelle casse del Comune come invece ho fatto io. E' evidente che si tratta di un'altra polemica pretestuosa messa in atto per nascondere inadeguatezze ed inefficienze nell'azione amministrativa, come quelle che stanno producendo enormi ritardi nella consegna e quindi nell'apertura dell'aeroporto”.

Comiso, 18 marzo 2010
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BRUXELLES: PACCHETTO MEDITERRANEO PER L'AGRICOLTURA SICILIANA

Nel dipartimento Altiero Spinelli della sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, una delegazione della Provincia di Ragusa (On. Giuseppe Digiacomo, On. Riccardo Minardo, On. Orazio Ragusa, , Presidente della Provincia di Ragusa ing. Franco Antoci, Sindaco di Vittoria, Avv. Giuseppe Nicosia, Assessore provinciale Enzo Cavallo, i Consiglieri Comunali di Vittoria, Sebastiano Gatto e Giovanni Formica)

ha incontrato il Presidente della Commissione Agricoltura, Onorevole Paolo De Castro, presenti i Parlamentari Europei Crocetta, Antinoro, Alfano, Uggias e Iacolino.

La delegazione ha rappresentato la drammatica crisi che attanaglia l'agricoltura della provincia di Ragusa e della Sicilia tutta.

In particolare, è stata esposta la grave situazione venutasi a determinare per il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, con perdite di circa il  50% sulla vendita rispetto ai costi di produzione. Situazione, questa, determinata da diversi fattori, tra i quali la presenza sui mercati d'imponenti partite di prodotti importati a prezzi concorrenziali da aree extra-europee con scarsi controlli sul piano sanitario, sull'eticità dei rapporti di lavoro, sulla tracciabilità dei prodotti stessi (prezzo, provenienza), dalla pratica illegale del "dumping", dall'alta incidenza dei costi di trasporto a totale carico dei produttori, della crescente difficoltà per l'accesso al credito, dal ruolo egemone della GDO, dalla inadeguatezza delle politiche di promozione delle produzioni siciliane, inesistenza o quasi di strutture associative organizzate e dalla mancata conferma dell'esonero delle accise sul gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre, dalla lentezza estenuante nel riconoscimento dei marchi di qualità.

Il Presidente De Castro e la delegazione dei Parlamentari Europei presenti, nel recepire le istanze della delegazione, hanno manifestato la loro disponibilità ad aprire un tavolo di confronto che possa contribuire alla soluzione delle problematiche esposte. Si è ritenuto prioritario concretizzare una serie di interventi a favore dell'agricoltura siciliana mediante il pacchetto mediterraneo, con misure che vanno dall'etichettatura alla tracciabilità delle produzioni; dalla reciprocità di controlli agli standard qualitativi del settore ortofrutticolo. Inoltre il pacchetto comprenderà altre misure a favore dell'olio, del grano, agli stoccaggi dell'olio e con la creazione di specifici fondi dedicati ai prodotti stessi.

Relativamente allo "stato di crisi",  i Parlamentari Europei si faranno carico di monitorare con la Direzione di competenza della Commissione Europea, lo stato della richiesta già inoltrata dalla Regione Siciliana tuttora in istruttoria presso il Governo Nazionale.

Per il regime di "de minimis", per ulteriori stanziamenti ed iniziative vengono auspicati interventi straordinari a cura del Governo Regionale e Nazionale così come è avvenuto ed avviene in altri Stati europei (Francia, Germania).

Comiso, 24 febbraio 2010

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AGRICOLTURA: MISSIONE A BRUXELLES, CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA

MISSIONE A BRUXELLES: AGRICOLTURA E CENTRI DI RICERCA”: questo il tema della conferenza stampa convocata dall'on. Pippo Digiacomo alla luce delle risultanze dell'importante vertice di oggi e di cui è stato il promotore unitamente all'europarlamentare Rosario Crocetta.

L'incontro con la stampa è stato programmato per venerdì prossimo, 26 febbraio, alle ore 10 presso la sede della Federazione provinciale del Partito Democratico in viale del Fante a Ragusa.

Le Testate Giornalistiche sono invitate a partecipare.

Comiso, 24 febbraio 2010


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QUASI RADDOPPIATA LA RESIDENZA SANITARIA ASSISTITA IN PROVINCIA DI RAGUSA

La Commissione Sanità dell'ARS ha dato parere favorevole alla proposta di riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili. Pertanto, in provincia di Ragusa, i novanta posti già attivati passeranno a 154. Cioè 2/5 in più rispetto al numero attuale.

Ciò vuol dire – spiega l'on.Digiacomo componente della Commissione – che la ultimanda RSA di Comiso, contigua all'ospedale Regina Margherita, non rimarrà una cattedrale nel deserto ma una nuova struttura utile per un verso a soccorrere sofferenze e disagi di soggetti particolarmente fragili e le loro famiglie, per l'altro funzionale a un programma di contenimento di ricoveri impropri in posti letto per acuzie. Nella residenza sanitaria assistita gli anziani (e non solo) potranno essere curati in modo appropriato all'interno di costi appropriati”.


Comiso, 10 febbraio 2010


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OLTRE NOVE MILIONI DI EURO PER INVESTIMENTI IN NUOVE TECNOLOGIE ALL'ASP DI RAGUSA

La VI Commissione legislativa dell'ARS, ha esitato favorevolmente il parere relativo alle azioni d'incremento della dotazione di apparecchiature ad alta tecnologia nei poli sanitari regionali. In particolare, per l'ASP di Ragusa sono previsti € 6.120.000 per nuove tecnologie (1 PET-TAC – 2 RMM – 2 Gamma Camera) e € 3.457.000 per apparecchiature obsolete e da sostituire.

L'on. Digiacomo, componente della Commissione Sanità, così commenta: “Ritengo che questo sia un buon risultato per la sanità iblea che attraverso quest'utilizzo dell'obiettivo operativo FESR Sicilia 2007/2013, potrà incrementare e – al contempo – svecchiare il parco tecnologico nell'obiettivo di una migliore offerta per i nostri utenti”.


Comiso, 8 febbraio 2010


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AEROPORTO, DIGIACOMO: “INDAGINE CHIARISCA RITARDO APERTURA”.

Ci auguriamo, nell'interesse dei siciliani, che l'inchiesta della Procura di Ragusa contribuisca ad accelerare i tempi di consegna del nuovo aeroporto di Comiso”: lo afferma il deputato regionale Pippo Digiacomo in relazione alle notizie di stampa sul blitz che la Guardia di Finanza ha effettuato ieri mattina al Comune di Comiso.

Se ci sono stati colpevoli ritardi è giusto accertarli, così come è doveroso verificare se da parte della stazione appaltante siano stati compiuti tutti gli atti necessari a far rispettare i termini di consegna. Quel che è certo è che il 30 aprile del 2007 – aggiunge Digiacomo, allora sindaco di Comiso – su quella pista è atterrato un airbus 319 ministeriale, in occasione dell'intitolazione dell'impianto a Pio La Torre. Dopo quella data, la nuova amministrazione subentrata nella primavera successiva ha concentrato, stavolta velocemente, tutte le sue energie per la cancellazione del nome di Pio La Torre e per reintitolare la struttura al generale Vincenzo Magliocco. Probabilmente se tutte quelle energie fossero state concentrate sui lavori nella struttura e finalizzate a fare rispettare i tempi previsti della consegna, fissata per il 20 aprile 2008, oggi l'aeroporto sarebbe già affidato alla società di gestione e aperto da tempo”.


28 gennaio 2010
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NUCLEARE, DIGIACOMO: “LA SICILIA DICE DEFINITIVAMENTE NO”.


La provincia di Ragusa ha dato il suo fondamentale contributo al no dell'Ars sul nucleare in Sicilia. L'ordine del giorno approvato, infatti, vede come cofirmatario l'on. Pippo Digiacomo che da sempre ha sostenuto la propria posizione contraria all'installazione di centrali nucleari nell'isola.

Anche se il provvedimento non assume parere vincolante – afferma l'on. Digiacomo – esso rappresenta comunque una posizione chiara e netta sulla questione che può essere difesa in tutte le sedi istituzionali e costituzionali. Con questa mozione del Partito Democratico, votata all'unanimità, viene quindi scritto definitivamente il “NO al nucleare” facendo seguito alla posizione della stragrande maggioranza dei siciliani. Un consenso unanime espresso da un livello istituzionale così alto credo dovrà essere tenuto in grande considerazione dalla Corte Costituzionale in caso di ricorso da parte dello Stato. Saremo pronti comunque a sostenere la battaglia ma l'auspicio più grande è che questa posizione rimanga universalmente appoggiata sia a livello politico che popolare”.


22 gennaio 2010
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CRISI AGRICOLA, FISSATO PER IL 24 FEBBRAIO L'INCONTRO A BRUXELLES


Il presidente della Commissione Europea per l'Agricoltura on. De Castro ha fissato per il 24 febbraio prossimo a Bruxelles l'incontro richiesto dall'on. Pippo Digiacomo tramite il parlamentare europeo on. Rosario Crocetta per affrontare la crisi dell'agricoltura siciliana.

Anche l'assessore Titti Bufardeci parteciperà all'incontro e ne ha dato conferma allo stesso on. Digiacomo il quale nel frattempo ha inoltrato una serie di inviti ai rappresentanti del mondo agricolo e delle istituzioni della cosiddetta fascia trasformata.

Ringrazio l'on. De Castro – afferma Digiacomo – per avere dato seguito con immediatezza alla richiesta, segno che si vuole percorrere l'obiettivo della predisposizione di una serie di misure urgenti che affrontino subito la crisi in atto e mettano in piedi quanto necessario per sostenere il comparto nel medio e lungo termine”.


20 gennaio 2010
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CRISI AGRICOLA, PROMOSSO INCONTRO INTERGOVERNATIVO.


L'on. Pippo Digiacomo interviene per esprimere la sua posizione relativamente alla crisi che sta attanagliando l'agricoltura siciliana e della provincia di Ragusa e comunicare una iniziativa che il Partito Democratico sta portando avanti per affrontare energicamente la questione.

E' il momento di inaugurare una stagione nuova per soccorrere l'agricoltura siciliana, attanagliata da una crisi senza precedenti. L'idea che stiamo portando avanti è quella di formare un gruppo di lavoro che coinvolga il territorio nel suo complesso, la Regione Siciliana, la Comunità Europea.

Per questa ragione, tramite il parlamentare europeo on. Rosario Crocetta, vogliamo organizzare un incontro con il presidente della Commissione Europea per l'agricoltura on. De Castro, cui parteciperà l'assessore regionale Bufardeci, con il quale abbiamo interloquito e che si è dimostrato assolutamente disponibile.

L'obiettivo è quello di predisporre una serie di misure urgenti che però non contrastino con le normative europee. L'agricoltura per la Sicilia e soprattutto per la provincia di Ragusa, è un valore produttivo di valenza primaria. I nostri prodotti sono sinonimo di qualità unica apprezzata in tutto il mondo. Pertanto sono da considerare come elementi di prestigio nazionale.

E' giusto che questo grande patrimonio venga annientato dall'inerzia della politica e dell'amministrazione dello Stato che di fatto l'ha abbandonata senza garantire neanche i controlli di merce che arriva da altri stati senza i minimi requisiti riguardo i parametri fitosanitari e alimentando quindi una concorrenza sleale?

A differenza che nel passato, oggi i produttori non chiedono interventi a pioggia ma un contesto di regole certe - sanitarie, appunto, commerciali, creditizie e relative ai costi di produzione - che creino condizioni trasparenti entro le quali affrontare le difficili sfide dei mercati nazionali ed internazionali.

Con questa iniziativa speriamo di contribuire una volta per tutte alla soluzione di un problema che non doveva aggravarsi fino a questo punto e che ritorna drammaticamente puntuale alla ribalta come le febbri malariche. In una gestione moderna dello Stato e delle politiche economiche, in una nazione e in una regione che si rispetti ciò è assolutamente intollerabile”.


16 gennaio 2010

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PRIMARIE 25 OTTOBRE: BERSANI E LUMIA VINCONO IN PROVINCIA DI RAGUSA

 

LUPO E LUMIA AL BALLOTTAGGIO


Il Partito Democratico della provincia di Ragusa esulta per il grande risultato delle primarie del 25 ottobre. Complessivamente sono stati 12.028 votanti, duemila in più delle primarie di due anni fa.

Questi i risultati complessivi:

NAZIONALI

Bersani voti 6.420 (Bersani 09 3230 – Siciliani per Bersani 3190)

Franceschini voti 4420 (Democratici con Franceschini 2701 – Rita Borsellino per Franceschini 1719)

Marino voti 827


REGIONALI

Lumia voti 4631 (Lumia segretario 2202 – Crocetta con Lumia 1460 – Siciliani per Lumia 969)

Lupo voti 3505 (Democratici con Lupo 1597 – Rita Borsellino per Lupo 1908)

Mattarella voti 3548

Voti validi naz.11667

Voti validi reg. 11684


Quello del 25 ottobre rappresenta un grande risultato del partito in provincia di Ragusa. Desidero fare i complimenti al coordinamento provinciale e a quelli locali per l'impeccabile organizzazione che ha permesso di svolgere le operazioni in un clima di grande serenità, correttezza e trasparenza. La straordinaria partecipazione dei votanti, il cui numero ha superato di gran lunga quello di due anni fa, dimostra che il PD è un partito in forte crescita che ha saputo far apprezzare il lavoro di costruzione e di radicamento nel territorio. Questa è una grande forza che ci spinge a proseguire l'impegno per la creazione di un'alternativa reale ed autorevole alle destre.

Pippo Digiacomo

 



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CONVENZIONI DI CIRCOLO, I RISULTATI


Con la giornata di domenica 28 settembre scorso, sono state completate le convenzioni in tutti e 15 i circoli della provincia. Per quanto riguarda la segreteria nazionale, il più votato è stato Bersani con un totale di 1334 voti pari al 55%; a seguire Franceschini con 1012 preferenze pari al 42% e Marino con 77 voti pari al 3%. Bersani ha prevalso in 8 circoli su 15, Franceschini in 6, Marino in 1.

Testa a testa invece tra Lumia e Mattarella per la segreteria regionale. Entrambi si attestano al 34%: 833 contro 831 voti. Lupo raggiunge il 30% con 735 preferenze mentre Messina si ferma al 2% con 49 voti.

Dai risultati emerge che Lumia risulta in vantaggio nei comuni di Vittoria, Comiso, Modica, Acate, Monterosso e Santa Croce; Mattarella ha prevalso a Ragusa e Scicli; Lupo a Chiaramonte, Ispica e Pozzallo, Messina a Giarratana. Lumia è stato il candidato più votato in 8 circoli su 15, Lupo in 4, Mattarella in 2, Messina in 1. Marino e Messina sono stati i più votati a Giarratana.

Chiusa questa fase, adesso si passa alla convenzione provinciale del 4 ottobre che sarà costituita dall'insieme dei delegati eletti nelle riunioni di circolo e che dovrà eleggere i delegati alle convenzioni regionale e nazionale, fase questa che culminerà il 25 ottobre con l'elezione dei rispettivi segretari.

 

AEROPORTO DI COMISO, ON. DIGIACOMO: “AVANTI CON LA SINDROME DELL'ETNA”.


Dichiarazione dell'on. Pippo Digiacomo relativamente al dibattito in corso sull'Aeroporto di Comiso e relative notizie stampa: Aldilà delle elucubrazioni inutili, che portano solo a ulteriori confusioni e ritardi, è bene che l'opinione pubblica sappia che l'Aeroporto di Comiso (fu “Pio La Torre”) è pronto, con inspiegabili ritardi, ma è pronto. Francamente, un anno per farlo funzionare mi sembra eccessivo. Anche perché, se per caso l'Etna facesse un po' di cenere sulla pista di Catania (e non di più) e ciò rendesse inagibile il “Vincenzo Bellini”, Comiso si attiverebbe nel giro di una settimana. Allora, suggerirei di procedere con la “sindrome dell'Etna” anche se tutti, ovviamente nel comune interesse, confidiamo in un atteggiamento pacifico di “Mungibeddu””. 

Comiso, 8 aprile 2010